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Numero verde di Retrouvaille
 da telefonia mobile:
3462225896 Marilena e Paolo   per: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia,  Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Sardegna

3403389957 Agostina e Simone per: Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto,  Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia


Orario:
Lun-Ven 10.00-14.00; 16.00-21.00
Sabato 10.00-12.00

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Siamo noi - Il tradimento
6 giugno 2017

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Siamo noi - Gentilezza, quando e come farne buon uso
1 luglio 2016

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I temi dell'Umano su Radioin Blu
17 maggio 2016

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Perdono in Famiglia
14 aprile 2016

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Le coppie che resistono
2 febbraio 2016

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Esperienza di perdono
1 gennaio 2016

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Testimonianza di Nicola e Antonella
4 novembre 2015

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8 ottobre 2015

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BOLOGNA
18 - 20 gennaio 2019
Per coppie di Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio

 

NOVAGLIE (VR) 
18 - 20 gennaio 2019
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TREGASIO di TRIUGGIO (MB)
25 - 27 gennaio 2019
Per coppie di Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta, Toscana

 

AVELLA (AV)
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FOLGARIA (TN)
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LORETO (AN)
13 - 15 settembre 2019
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ALTAVILLA (CN)
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CAGLIARI (CA)
11 - 13 ottobre 2019
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CATANIA (CT)
25 - 27 ottobre 2019
Per coppie di Sicilia, Calabria sud

 

Come affrontare i conflitti di coppia

Matteo e Giulia si innamorano e subito nasce una relazione molto movimentata, tra grandi passioni e litigi frequenti, tuttavia sono certi del loro amore.. fino a quando, dopo la nascita di un bimbo fortemente cercato e desiderato, la loro relazione incomincia ad incrinarsi... entrambi non sanno come gestire i loro conflitti. Ma grazie a Retrouvaille...

Siamo Matteo e Giulia, veniamo da Vicenza. Siamo sposati da 5 anni ed abbiamo un bellissimo bimbo, Elia, che ha 2 anni e ½. Abbiamo fatto il weekend Retrouvaille a Folgaria nel settembre 2015.

MATTEO:
Ci siamo incontrati la prima volta in un locale grazie ad amici comuni. Fin dall'inizio ho sentito una forte attrazione fisica, Giulia mi sapeva ascoltare come mai aveva fatto nessun altro, mi capiva, mi veniva facile aprirmi con lei e parlare delle mie cose private, prima tra tutte della mia famiglia disagiata e la mia infanzia difficile. Il nostro è stato un fidanzamento movimentato, fatto di litigi e passione, ci divertivamo molto assieme e condividevamo la passione per la moto. Quando abbiamo deciso di fare casa e di sposarci, mi sono sentito molto contento e felice, la vita finalmente andava nella giusta direzione. Ci occupavamo della nostra casa e continuavamo la nostra vita serena di coppia. Mi sentivo appagato, fortunato ed importante. Dopo 2 anni di matrimonio è arrivato Elia, il nostro bambino. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Tra di noi andava tutto alla grande.

GIULIA:
Quando ci siamo conosciuti di Matteo mi ha subito colpito la sua indipendenza, intraprendenza e sicurezza. L’attrazione fisica è subito stata fortissima; uscivamo assieme con gli amici, e passavamo ore a chiacchierare e non mi rendevo conto del tempo che passava. Mi sentivo unica e desiderata. Litigavamo spesso ma era facile poi far pace e passare sopra alle cose che non ci andavano l’uno dell’altra. Quando abbiamo deciso di far casa e sposarci ero al settimo cielo. I primi 2 anni di matrimonio sono stati fantastici, non vedevo l’ora di finire lavoro la sera per tornare a casa e stare con Matteo, la nostra casa era aperta per gli amici e mi sentivo sempre più in sintonia con lui. Il desiderio di avere un figlio e le difficoltà nel concepirlo ci hanno unito ancora di più, e la gioia è stata massima quando abbiamo visto il test di gravidanza positivo e per tutti i 9 mesi di gestazione. Dopo la nascita di Elia ero al settimo cielo e mi sentivo realizzata, soddisfatta e piena di forza e gioia.

MATTEO:
Avevo sempre detto a Giulia che non avrei fatto gli stessi errori dei miei genitori, mi ero ripromesso che con Giulia ed Elia sarei stato sempre presente ed un punto di riferimento. Ma piano piano ho iniziato a sentirmi solo, gli amici dopo la nascita di Elia ci evitavano come avessimo preso una malattia e il tempo era tutto dedicato a casa e a al lavoro. Mi sembrava di essere prigioniero di 4 mura. A casa non riuscivo più a stare bene e a trovare il mio posto, mi sentivo incapace di rispondere alle aspettative di Giulia. Le liti erano all'ordine del giorno (la moto venduta, il giardino da curare, quando avere un secondo figlio), e più si litigava e meno voglia avevo di tornare a casa la sera. Accusavo Giulia di volermi cambiare troppo da com’ero, di non essere più la ragazza divertente di una volta. Ho iniziato a ricavarmi del tempo per me stesso, cominciando a vivere da scapolo sposato e rifugiandomi nel bere. Ho iniziato a bere sempre di più fino a farlo tutti i giorni ed in maniera incontrollata. Arrivavo a casa sempre di cattivo umore o arrabbiato, insultavo e ferivo tutti senza ragioni. Il giorno dopo non ricordavo nemmeno cosa avevo detto o fatto. Con pazienza, mio suocero veniva a casa nostra tutte le sere per assicurarsi della situazione o a placare gli animi. Avevo sempre un sentimento di solitudine interna. A volte ho persino pensato di mollare tutto. E’ stato il fratello di Giulia a indicarci il programma di Retrouvaille. Sono arrivato al fine settimana di Retrouvaille sfinito, con un grosso peso dentro e quasi rassegnato al fatto che la mia vita potesse andare avanti solo in questo modo.

GIULIA:
Mi consideravo attenta a donare amore e tempo sia al piccolino che a Matteo, ma vedevo Matteo sempre più lontano e assente, l’intimità tra noi era sparita completamente, Matteo era sempre più violento verbalmente con me io mi sentivo insicura, non avevo più fiducia in lui ed in quello che mi diceva. Ha iniziato a tornare a casa sempre più tardi la sera dicendomi che lavorava molto ed io mi sentivo sola e disperata. Non gli credevo, così ho iniziato a seguirlo. Lo trovavo nei parcheggi nascosto a bere da solo e ho iniziato a trovare bottiglie nascoste a casa, inizialmente ho provato rabbia per tutte le bugie che mi aveva raccontato. Poi ho riconosciuto che alcuni miei comportamenti erano stati causa di allontanamento, come il mio volerlo cambiare per avvicinarlo ai miei valori e a quelli della mia famiglia che ritenevo un ottimo esempio, e il voler a tutti i costi “salvarlo” dalla sua famiglia di origine disgregata. Provavo paura, impotenza quando Matteo non ammetteva che aveva bevuto e continuava a mentirmi. Io volevo proteggere nostro figlio Elia. Sono arrivata a chiedere a Matteo di andarsene da casa, di scegliere tra noi e l’alcool ma all’idea di una vita senza di lui mi sentivo sconfitta, e provavo una sensazione fisica di vuoto dentro, che mi bloccava e mi immobilizzava. Ho capito che la separazione non era la soluzione ai nostri problemi, almeno non prima di aver lottato con le unghie e con i denti per la nostra famiglia. Abbiamo provato più volte ad iscriverci all’weekend di Retrouvaille ma per imprevisti dell’ultimo momento o per scuse abbiamo rimandato diverse volte la partecipazione.

MATTEO:
Dal fine settimana di Retrouvaille ho capito l'importanza del dialogo e ho imparato un modo nuovo di comunicare. Ora so che non sono solo e che Dio non produce scarti, ho capito come mettere in pratica la mia decisione di amare. E' bello viaggiare in due sullo stesso binario e sono consapevole che non mi serve a niente tenere le cose dentro me stesso, e che anzi confrontandomi trovo in Giulia un appoggio. Ho imparato che se fra di noi nascono conflitti, esiste un modo per affrontarli e uscirne arricchiti entrambi. Ho ritrovato un dialogo con mia moglie ed un'intimità che credevo di aver perso. A volte mi chiudo ancora in me stesso e cado negli errori passati. Ma dopo il percorso dei post week end ho sentito il coraggio di mettermi a nudo, senza paure di giudizi e senza avere vergogna. Retrouvaille è per me una strada di guarigione. Ora finito il programma sono più consapevole dei miei limiti e problemi e ho preso la decisione di farmi aiutare per la dipendenza dall’alcool. Mi vedo cresciuto personalmente, ed arricchito con questa esperienza di Retrouvaille nella mia relazione con Giulia e dal sostegno delle altre coppie.

GIULIA:
Il weekend è stato qualcosa di forte, nei dialoghi con Matteo ho provato sentimenti di tenerezza e rispetto. Ho capito che la sofferenza non era solo mia, ma anche sua. Gli incontri di post week end per me erano come una boccata d’aria pura. I nostri problemi non sono ancora risolti, ma ho imparato ad affrontare il mio dolore e le nostra difficoltà in modo più sereno e sano con il dialogo e la gestione del conflitto. Sono anche consapevole che Dio ha benedetto il nostro matrimonio e l’ha impreziosito con l’arrivo di Elia, che Lui tiene a noi e che dove non arriviamo noi, ci arriva Lui. Oggi sono fiduciosa, il comportamento di Matteo non lo vedo più come un torto nei miei confronti. Ed insieme passo dopo passo, con sincerità, umiltà, con la mia decisione di perdonarlo, essere perdonata e di confermarlo spesso, so che ce la faremo. Mi ha aiutato tanto sapere che ci sono coppie che soffrono come noi, sapere che ci sono persone che pregano per noi mi ha fatto capire che non devo riempirmi di rancore e piangermi addosso ma che devo reagire e cercare sempre il sorriso ed il buonumore nei piccoli gesti di tenerezza di ogni giorno che, grazie a Retrouvaille, abbiamo ricominciato a scambiarci.