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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... (1 in linea) (1) Visitatore
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Discussione: Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo....
#3655
FraidaN (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 3 Settimane fa  
veronicaxx ha espresso, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, la seguente opinione:
QUOTE:
Ciao Fraida,
io inconsciamente ho scelto la prima..sono consapevole del fatto che il tempo mi può aiutare, ma io non aiuto il tempo. E' vero ho smesso di lottare, sicuramente la depressione è li che mi accompagna, ma in questo momento non vedo luce.
Ti ringrazio per le tue preghiere..
A presto.


Vero sono con te!!!il tempo aiuta se ci si rimette in cammino, il tempo inoperoso è solo tempo buttato via, sprecato, e il tempo perso non te lo ridà nessuno.....coraggio!!stasera alle 9 vado a messa dì un Ave Maria in quel momento preghero' anche per te e saremo insieme..... sono sicura che riuscirai a riprendere le forze dai!ti abbraccio forte.
 
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#3656
veronicaxx (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 3 Settimane fa  
Grazie Fraida,
grazie davvero di cuore...per me è importante sapere che mi ricorderai nelle tue preghiere. Stasera avrò un colloquio di lavoro...puoi pregare affinchè, almeno per questo, riesca a trovare un bricciolo di serenità? Grazie Fraida..per tutto.
Vi aggiorno stasera se vi va.
Un Abbraccio a tutti.
Veronica
 
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#3660
FraidaN (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 3 Settimane fa  
Si, ti ricordero' anche per il lavoro, ma tu mettici del tuo!!!le cose succedono se uno le domanda.....Dio non forza mai la nostra libertà!Ciao!!!
 
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#3662
oscar (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 3 Settimane fa  
Vi lascio questa bella e profonda riflessione di Enzo Bianchi sulla "pazienza".

La Scrittura attesta che la «pazienza» è anzitutto una prerogativa divina: secondo Esodo 34,6 Dio è makrothymos, «longanime», «magnanimo», «paziente» (in ebraico l’espressione equivalente suona letteralmente: «lento all’ira»). Il Dio legato in alleanza al popolo dalla «dura cervice» non può che essere costitutivamente paziente. Questa pazienza è stata manifestata compiutamente nell’invio del Figlio Gesù Cristo e nella sua morte per i peccatori, ed è ancora ciò che regge il tempo presente: «Il Signore non ritarda nell’adempire la promessa [...], ma usa pazienza (makrothymei) verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti giungano a conversione» (2 Pietro 3,9). La pazienza del Dio biblico si esprime al meglio nel fatto che Egli è il Dio che parla: parlando, dona il tempo all’uomo per una risposta, e quindi attende che questa arrivi alla conversione. La pazienza di Dio non va confusa con l’impassibilità di Dio, anzi, essa è il «lungo respiro della sua passione» (E. Jüngel), è la lungimiranza del suo amore, un amore che «non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva» (Ezechiele 33,11), ed è una forza operante anche quando il movimento di conversione non è ancora compiuto. La pazienza di Dio trova così la sua espressione più pregnante nella passione e croce di Cristo: lì la dissimmetria fra il Dio che pazienta e l’umanità peccatrice si amplia a dismisura nella passione di amore e di sofferenza di Dio nel Figlio Gesù Cristo crocifisso. Da allora la pazienza, come virtù cristiana, è un dono dello Spirito (Galati 5,22) elargito dal Crocifisso-Risorto, e si configura come partecipazione alle energie che provengono dall’evento pasquale.
Per il cristiano la pazienza è dunque coestensiva alla fede: ed è sia perseveranza, cioè fede che dura nel tempo, che makrothymia, «capacità di guardare e sentire in grande», cioè arte di accogliere e vivere l’incompiutezza. Questo secondo aspetto dice come la pazienza sia necessariamente umile: essa porta l’uomo a riconoscere la propria personale incompiutezza, e diventa pazienza verso se stessi; essa riconosce l’incompiutezza e la fragilità delle relazioni con gli altri, strutturandosi così come pazienza nei confronti degli altri; confessa l’incompiutezza del disegno divino di salvezza, configurandosi come speranza, invocazione e attesa di salvezza. La pazienza è la virtù di una chiesa che attende il Signore, che vive responsabilmente il non ancora senza anticipare la fine e senza ergere se stessa a fine del disegno di Dio. Essa rigetta l’impazienza della mistica come dell’ideologia e percorre la via faticosa dell’ascolto, dell’obbedienza e dell’attesa nei confronti degli altri e di Dio per costruire la comunione possibile, storica e limitata, con gli altri e con Dio. La pazienza è attenzione al tempo dell’altro, nella piena coscienza che il tempo lo si vive al plurale, con gli altri, facendone un evento di relazione, di incontro, di amore. Per questo, forse, oggi, nell’epoca stregata dal fascino del «tempo senza vincoli» – in cui la libertà viene spesso immaginata come l’assenza di legami, di vincoli, come possibilità di operare dei ricominciamenti assoluti dall’oggi al domani, che riportino a un incontaminato punto di partenza, azzerando o rimuovendo tutto ciò in cui prima si viveva, e anzitutto le relazioni e gli impegni assunti – può apparire così fuori luogo, e al tempo stesso così urgente e necessario, il discorso sulla pazienza: sì, per il cristiano, essa è centrale quanto l’agape, quanto il Cristo stesso. TI pazientare, cioè l’assumere come determinante nella propria esistenza il tempo dell’altro (di Dio e dell’altro uomo), è infatti opera dell’amore. «L’amore pazienta» (makrothymei), dice Paolo (1 Corinti 13,4). E la misura e il criterio della pazienza del credente non possono risiedere, in ultima istanza, che nella «pazienza di Cristo»(2 Tessalonicesi 3,5: hypomonè tou Christou).
Ecco perché spesso la pazienza è stata definita dai Padri della chiesa come la summa virtus (cfr. Tertulliano, De patientia 1,7): essa è essenziale alla fede, alla speranza e alla carità. Ha scritto Cipriano di Cartagine: «Il fatto di essere cristiani è opera della fede e della speranza, ma perché la fede e la speranza possano giungere a produrre frutti, abbisognano della pazienza» (Cipriano, De bono patientiae 13). Innestata nella fede in Cristo, la pazienza diviene «forza nei confronti di se stessi» (Tommaso d’Aquino), capacità di non disperare, di non lasciarsi abbattere nelle tribolazioni e nelle difficoltà, diviene perseveranza, capacità di rimanere e durare nel tempo senza snaturare la propria verità, e diviene anche capacità di sup-portare gli altri, di sostenere gli altri e la loro storia. Nulla di eroico in questa operazione spirituale, ma solo la fede di essere a propria volta sostenuti dalle braccia del Cristo stese sulla croce.
In questa difficile opera il credente è sorretto da una promessa: «Chi persevera fino alla fine sarà salvato» (Matteo 10,22; 24, 13). Promessa che non va intesa semplicemente come un rimanere saldi in una professione di fede, ma come un mettere in pratica la pazienza e l’attiva sopportazione tanto nei rapporti intra-ecclesiali, intra-comunitari («sopportatevi a vicenda», Colossesi 3,13), quanto nei rapporti della comunità cristiana ad extra, con tutti gli altri uomini («siate pazienti con tutti», 1Tessalonicesi 5,14). La pazienza diviene così una categoria che interpella la struttura interna della comunità cristiana e il suo assetto nel mondo, in mezzo agli altri uomini, ai non credenti. E mentre interpella, inquieta!
 
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#3663
Pallina (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 3 Settimane fa  
Caro Oscar,
è impossibile non farsi toccare dai tuoi scritti e dalle tue riflessioni che sono sempre molto profonde e vere...Grazie per aver condiviso con noi tutti questo brano sulla pazienza...
COntinuo ad osservare le cose che mi capitano in questo periodo di profonda sofferenza.E continuo ad interpretare certe "casualità" come "segni"...
Ieri ho comprato il libro "la sfida dell'amore".Stamattina ho cominciato a leggere la prima parte che parla,appunto,della pazienza.E poi,dopo poche ore,trovo questo tuo scritto...
Trascrivo il capitolo del libro per chi non lo avesse ancora letto.Credo che possa essere davvero importante per tutti noi,per il nostro cammino di crescita e cambiamento seppure nel dolore,ragionare e meditare sulla pazienza...
"L'amore è paziente"
"...con ogni umiltà e mansuetudine,con pazienza,sopportandovi gli uni gli altri con amore"(Efesini 4:2)

L'amore funziona.E' lo stimolo più potente e ha di gran lunga più profondità e più significato di quanto la maggior parte delle persone si renda conto.Fa sempre ciò che è meglio per gli altri e ci mette in grado di affrontare i problemi maggiori.Siamo nati con una inestinguibile sete d'amore.Il nostro cuore ne ha disperatamente bisogno,come i nostri polmoni hanno bisogno di ossigeno.L'amore cambia il motivo per cui viviamo.L'amore rende significative le relazioni.Senza l'amore un matrimonio non può avere successo.
L'amore si fonda su due pilastri che lo definiscono al meglio.Questi pilastri sono pazienza e gentilezza.Tutte le altre caratteristiche dell'amore sono estensioni di questi due attributi.Ed è qui che ha inizio la sfida.Dalla pazienza.
L'amore ti stimola a diventare una persona paziente.Quando scegli di essere paziente reagisci in modo positivo a una situazione negativa.Sei lento all'ira.Scegli di avere la miccia lunga invece di scaldarti per un nonnulla.Anzichè essere irrequieto e severo,lasci che l'amore ti aiuti a calmarti e a mostrarti compassionevole verso le persone che hai intorno.La pazienza induce una calma interiore mentre fuori imperversa la tempesta.
Non piace a nessuno stare accanto ad una persona impaziente.Ti spinge a reagire in modo eccessivo con atteggiamenti d'ira,insensati e disdicevoli.L'ironia del reagire con collera a un torto subito,sta nel fatto che dà origine a ulteriori torti.La collera non migliora quasi mai le cose.Solitamente,infatti,aumenta i problemi.La pazienza,invece,ferma di colpo i problemi.Più che un mordersi le labbra,più che un mettersi la mano sulla bocca,la pazienza è un respiro profondo.Purifica l'aria.Impedisce che l'insensatezza continui a sbattere la sua coda di scorpione in giro per la stanza.E' la scelta di tenere sotto controllo le tue emozioni invece di lasciare che le emozioni controllino te e mostra discrezione invece di restituire male er male.
Se la persona che hai sposato ti offende,restituisci immediatamente il torto o mantieni il controllo?LA collera è per te una reazione automatica quando vieni trattato ingiustamente?In questo caso stai diffondendo veleno anzichè medicina.La collera ha solitamente origine quando il forte desiderio di qualcosa si mescola a delusione o angoscia.Non ottieni ciò che vuoi e allora cominci a scaldarti.E' spesso una reazione emotiva originata dall'EGOISMO,dall'insensatezza o da motivazioni negative.
La pazienza,invece,ci rende saggi.Non dà giudizi affrettati,ma ascolta ciò che l'altra persona ha da dire.La pazienza sta sulla soglia dove la collera cerca di fare irruzione,ma attende di vedere il quadro generale prima di esprimere un giudizio.La Bibbia afferma:"Chi è lento all'ira ha molto buon senso,ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia"(Proverbi 14:29).
Com'è certo che la mancanza di pazienza trasformerà la tua casa in una zona di guerra,la pratica della pazienza promuoverà la pace e la tranquillità."L'uomo collerico fa nascere contese,ma chi è lento all'ira calma le liti"(Proverbi 15:18).Affermazioni come questa,tratta dal libro biblico dei proverbi,sono principi chiari la cui rilevanza è immutabile.La pazienza è dove l'amore incontra la saggezza.E ogni matrimonio necessita di tale combinazione per restare sano.La pazienza ti aiuta a concedere alla persona che hai sposato il permesso di essere umana.Comprende che tutti sbagliano.Quando viene commesso un torto decide di concedere all'altro più tempo di quanto meriti per porvi rimedio.Ti pone in grado di resistere quando la tua relazione attraversa momenti difficili,piuttosto che tirartene fuori cedendo alla pressione.
Ma la persona che hai sposato può contare sulla presenza di un coniuge paziente?Lei può essere sicura che se chiuderà le chiavi nell'auto otterrà la tua comprensione piuttosto che una ramanzina avvilente che la farà sentire come una bambina?E lui potrà essere sicuro che lasciarsi andare al tifo durante gli ultimi secondi di una partita di football non provocherà una lista interminabile e fragorosa di modi migliori in cui dovrebbe impiegare il suo tempo?Pare che non ci siano molte persone con cui sia così difficile vivere come con le persone impazienti.
Quali sarebbero il tono e il volume in casa tua se tentassi questo approccio biblico:"Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male;anzi cercate sempre il bene gli uni degli altri e quello di tutti"(1Tessalonicesi 5:15)?
Ben pochi sanno essere abbastanza pazienti e per nessuno è naturale esserlo.Ma le donne e gli uomini saggi perseguiranno la pazienza come ingrediente essenziale della propria relazione coniugale.E' un buon punto di partenza per dimostrare vero amore.
Il percorso della Sfida dellìamore è un processo e la prima cosa che devi decidere di avere è la pazienza.Considerala una maratona,non una volata.Ma è una corsa che vale la pena correre.
La sfida di oggi
La prima parte di questa sfida è abbastanza semplice.Sebbene l'amore possa essere comunicato in svariati modi,spesso sono le nostre parole a riflettere la condizione del nostro cuore.
Decidi che nel corso della prossima giornata non dirai assolutamente nulla di negativo alla persona che hai sposato.Se sarai tentato di farlo,decidi di non dire niente del tutto.E' meglio trattenere la lingua che dire qualcosa di cui ti pentirai.
 
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#3682
Alex0204 (Utente)
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Re:Alla fine se c'è amore il matrimonio è salvo.... 3 Mesi, 2 Settimane fa  
Ciao Pallina,
per quello che so io molte persone intorno ai 40 anni hanno una crisi che può portate a distruggere quanto di bello realizzato nella vita. Lo è stato anche per mia moglie, ma io anzichè capirla mi sono accanito contro sottaovalutando il problema e mettendomi muro contro muro. Se questo è il vostro caso forse un periodo di separazione può essere utile per ritrovarsi. Noi umani siamo strani capiamo quanto amiamo una persona solo quando l'abbiamo persa!.
Coraggio ... potete farcela!
Ciao
Alex
 
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